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Grassina, Simoni: “Voto alto al 2025. Mi faccio un altro tatuaggio se…”

24-12-2025 16:40 - RASSEGNA STAMPA
Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia. Applicare Francesco De Gregori al calcio dilettantistico, orientare la bussola verso il sud di Firenze e stringere la mano al numero 10 del Grassina, Lorenzo Simoni. Che da quest’anno è anche capitano: “Un onore e un piacere. Ereditare la fascia da un amico e un fuoriclasse come Baccini mi ha reso orgoglioso”.

E da diverse settimane a questa parte tu e i compagni entrate in campo coi bambini della scuola calcio rossoverde: a Grassina state creando un ambiente unico.

“Una bella idea, quella della società. A volte accompagno in campo dei piccoli del 2017-18: ci sono quasi vent’anni di differenza eppure siamo tutti legati dai colori rossoverdi. Sono quasi intimiditi nel salutarti, ci trattano come calciatori di Serie A. Che bello vederli orgogliosi di giocare nel Grassina. È come se noi proseguissimo un percorso che inizia nel vivaio”.

Chiudete il 2025 da secondi in Eccellenza.

“Siamo partiti con titubanza, visti i tanti cambiamenti nell’ambiente. La squadra è cambiata in gran parte, forse parecchi addetti ai lavori non ci davano fra i favoriti. Eppure per ora le aspettative sono state ribaltate”.

Un gol che porti dentro in questo 2025?

“Ogni centro che vale tre punti è pesante: quello con la Castiglionese ci ha portato la vittoria e il primo posto in classifica, quindi metterei quello. Ma mi tengo stretta ogni giocata, anche gli assist: amo aiutare i compagni a segnare”.

Anche perché la qualità lì davanti non manca: con te ci sono Borghesi, Dini, Frezza, Menga…

“Siamo tutti forti e simili, giocare insieme è un divertimento. Peccato per l’infortunio di Frezza, ma tornerà molto meglio di prima. A inizio anno ho parlato con Menga, gli ho detto che sarebbe arrivato anche il suo momento: è umile, bravo, sapeva di poter dare tanto alla causa. Per gli attaccanti il gol è una rivelazione: a volte se non entra ti senti il mondo contro. Lui lo ha trovato un mese fa, a Certaldo, e questo lo ha sbloccato”.

Rondinella, Sansovino, Mazzola. Tante superpotenze pronte a dar battaglia da gennaio: ce n’è una che reputi più pericolosa?

“Sono tutte forti, sulla carta si sono attrezzati più di noi. Ma abbiamo tenuto testa a tutti, finora, e vogliamo continuare così. Arriveremo a un momento in cui capiremo se potremo fare i playoff oppure no”.

La partita manifesto del Grassina qual è?

“La vittoria con la Rondinella. Non è stato semplice, ma con quel pubblico ci siamo gasati e siamo riusciti a portarla a casa sotto ogni punto di vista: aggressività, gioco, qualità. Ma rammento anche quella col Signa: eravamo sotto 0-2, siamo riusciti a rimetterla in piedi negli ultimi dieci minuti. Una prova di carattere”.

La partita che invece vorresti rigiocare?

“Scontato dire il derby. Anche perché è stata l’unica sconfitta. Non ci aspettavamo di perderla su un errore banale come quello commesso e avremmo meritato di più”.

Eccoci al momento clou. Diamo un voto al 2025.

“Potrei dire un bel 7 e mezzo. La scorsa annata non è finita nel migliore dei modi perché eravamo all’altezza dell’obiettivo playoff e non l’abbiamo centrato. Ma sull’inizio di questa stagione c’è poco da dire: possiamo solo essere soddisfatti”.

Sei capitano e numero 10, come diversi altri fuoriclasse del grande calcio. Hai un idolo?

“Neymar, da sempre. Anche se il 10 l’ha avuto poche volte, perché a Barcellona lo occupava Messi. Ma io studiavo Neymar dai tempi del Santos: a 17 anni faceva cose da matti con la palla al piede. A lui ho dedicato anche un tatuaggio, è una mia fissazione: non credo rinasceranno giocatori come lui. Neanche Yamal è all’altezza”.

Ne hai tanti, di tatuaggi. Ne faresti uno per il Grassina? Casomai arrivasse una grande gioia ad aprile…

“Sarebbe bellissimo, ma prima pensiamo a salvarci. Concentriamoci sulla prossima partita, senza andare troppo oltre, e centriamo il primo obiettivo della salvezza. Se poi ci fosse da festeggiare qualcosa di grosso ad aprile o dopo i playoff, me lo farei subito”.

Fonte: DCF - LORENZO TOPELLO
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