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Fiorentina vs Grassina, dagli occhi del portiere Alberto Magnelli: il ricordo di una giornata da Serie AE all´altissimo Sportiello, il portierone grassinese ha detto scherzando: "Non sembra, ma son del 92 come te..."

19-01-2018 12:31 - RASSEGNA STAMPA
Fiorentina vs Grassina, dagli occhi del portiere Alberto Magnelli: il ricordo di una giornata da Serie A
E all´altissimo Sportiello, il portierone grassinese ha detto scherzando: "Non sembra, ma son del 92 come te..."
Da Federico Giuliani - 19 gennaio 2018
"Un bambino in un negozio di caramelle"
Così ci si sente, tra emozione ed incredulità, se si ha l´occasione di affrontare una squadra di Serie A, fortuna toccata nella giornata di ieri al Grassina Calcio del patron Tommaso Zepponi, come ben saprete.
E pace all´anima di non so chi per il risultato di 12-0, dettaglio ininfluente di un´esperienza memorabile per chi ama e vive il calcio come quotidianamente accade ai ragazzi rosso-verdi, militanti in Eccellenza, pertanto impegnati in una mole di allenamenti ed appuntamenti sportivi non indifferenti. Certo, con attrezzatura e possibilità ben diverse dai corrispettivi in maglia viola.
Noi, purtroppo impossibilitati ad esser presenti, abbiamo voluto sapere, da malati compulsivi-ossessivi di calcio, le sensazioni di una giornata da "professionisti" del pallone, così, per capire quel che ci siamo persi...
E, per vestire l´ipotetica maglia viola, ci siamo affidati al ricordo freschissimo ed ancora elettrizzato del portierone Alberto Magnelli, autore di alcuni interventi che, scommettiamo, ricorderà da qui agli anni a venire...chissà se addirittura sino ai famosi nipotini.
"Madonna come tirano...", il primo pensiero che ho avuto da portiere, una volta tra i pali.
Ma andiamo con ordine, partendo da un insolito pre-gara: "Ci siamo ritrovati con la squadra alle 9:45 al Bar Marisa, dietro la tribuna d´onore dello Stadio, un dirigente ci ha accolto, aprendoci le porte del Franchi (identiche a quelle del Paradiso); ci siamo preparati negli spogliatoi "Ospiti", poi, alle 10:45 lo stesso dirigente viola ci ha accompagnati nei "campini" di allenamento, passando da sotto la Fiesole, poi dalla Maratona. Tra parentesi: manto di gioco del Franchi in condizioni strepitose, perfetto!
Dunque l´arrivo al "nostro" campo dove avremmo giocato contro la Fiorentina: loro già in fase di riscaldamento, noi, straniti, a guardarsi intorno. Anche qui un terreno impeccabile, tacchetti a 6 di ferro per sentire la morbidezza del prato verde ad ogni passo. Riscaldamento, Pioli che chiede gentilmente a Mr. Castorina se siamo pronti, dunque via al match..."
Chi ti ha fatto più impressione dei giocatori Viola?
"Chiesa ha uno strappo sul breve devastante, sulla destra è immarcabile. Pezzella, davvero forte, ha fatto un terzo tempo andando in cielo. Biraghi, che mancino, cross come se fossero frustate violente.
Lo Faso in formissima è entrato ed ha fatto tripletta.
Sportiello, altissimo, ha dovuto impegnarsi su un tiro di Cragno deviato sulla traversa. Peccato, potevamo riaprirla...sull´ 8 a 0."
Il primo tempo, per la cronaca, è finito 4-0 con gol di Saponara, Benassi e doppio Babacar.
Raccontaci qualche aneddoto dei 45 minuti in campo, sei riuscito a compiere qualche parata?
"Ho dovuto affrontare Babacar nell´1vs1, lui ha tirato, gliel´ho deviata, il pallone è rimasto in zona e lui, in velocità, l´ha ripreso e depositato in rete. Poi ho parato su Chiesa e con un riflesso puramente d´istinto ho salvato su Gil Dias che, a botta sicura, da pochi metri, non ha trovato il gol. Saponara invece me l´ha messa, di prima, all´incrocio mentre era difficilissimo prendere il tempo per le uscite sui loro cross, calciati ad una velocità al quale non siamo abituati."
La differenza tra voi e loro è maggiormente fisica o tecnico-tattica?
"Entrambi. A guardarli, dal campo o dalla panchina, vedi come ogni movimento sia perfettamente studiato sul campo: un giocatore fa parte di un meccanismo oliato che comprende gli altri dieci ed una mossa del singolo comporta la reazione coordinata dell´intera squadra. Certo, giocare contro una compagine di categoria inferiore aiuta ma vederli, con o senza pallone tra i piedi, è uno spettacolo. Sembra di giocare alla playstation.
Poi, chiaramente, la differenza è accentuata dal contesto e da una preparazione atletica, alimentare, tecnica che quotidianamente affrontano: per fare un esempio, ognuno ha una sua bottiglietta d´acqua personalizzata e tutti si allenano con una fascia che funziona da cardiofrequenzimetro e valuta movimenti sul campo, chilometri corsi ed altro, per essere in continuo monitoraggio e testare il giocatore."
Anche il Sindaco Casini presente all´evento, oltre ovviamente al pres. rosso-verde Tommaso Zepponi
E da fuori, mentre in campo ti sostituiva il compagno Carlucci, cos´hai visto?
"Anzitutto eravamo accanto ai giocatori della Fiorentina perchè lì, la panchina è unica. Ti sembra strano ma scherzano e si prendono in giro esattamente come facciamo noi. Poi, mentre giocavamo, c´è chi differenziava e mi sono incantato ad ammirare l´allenamento del Cholito Simeone: da solo, lateralmente al campo di gioco, un preparatore crossava e l´attaccante, senza portiere e con due sagome piazzate al centro della difesa, si smarcava con contromovimenti ed incornava...colpi di testa come se fossero tiri di collo, potentissimi!
Alla fine, siamo riusciti a rompere il ghiaccio e loro, disponibili e gentili, ci hanno anche donato del materiale: Dragowski ci ha regalato due paia di guanti Nike, Sportiello anche, è tornato dagli spogliatoi con un paio di guanti a testa per me, il mio compagno e il nostro preparatore dei portieri.
Poi, si potrebbe dire ormai in confidenza, ho fatto due chiacchiere con il preparatore dei portieri Viola, Alejandro si chiama, spagnolo: mi son complimentato per gli allenamenti che propone ai suoi, mi ha spiegato che il suo ruolo è anzitutto stimolare i ragazzi, non annoiarli, preparare ogni volta esercizi funzionali e divertenti. Vedendomi coinvolto, mi ha addirittura invitato a Moena, per seguire a bordo campo gli allenamenti durante il ritiro estivo della Fiorentina. Non mancherò..."
Cosa ti ha colpito di più e quale sensazione ti porterai nel ricordo di questa giornata?
"Io vivrei su un campo da calcio...e vedere ragazzi, coetanei, che hanno la fortuna di fare il lavoro dei sogni, mi è venuto soltanto da pensare, con un po´ di invidia: "Cavolo che spettacolo!".



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